SEMINARI PER STUDENTI DEL CORSO AVANZATO – ULTIMO INCONTRO NELLA REDAZIONE DEL GIORNALE LA REPUBBLICA

Con una lezione nella redazione del quotidiano La Repubblica – Palermo si è concluso, martedì mattina, il ciclo di incontri organizzato per gli studenti del corso avanzato della Summer School 2015. Nella sede del giornale i corsisti hanno incontrato per la seconda volta Salvo Palazzolo, cronista di giudiziaria e da sempre in prima fila nella denuncia al sistema mafioso con articoli e libri sulla criminalità organizzata. Durante la speciale lezione il giornalista ha spiegato come scorrono le ore dentro la redazione, come viene diviso il lavoro tra i colleghi e come si crea un giornale. Infine ha parlato del suo lavoro, delle tante vittime della mafia e dei latitanti e processi di cui lui quotidianamente parla tra le pagine del giornale.

La lezione con il giornalista è stata organizzata all’interno del calendario di seminari curati dai docenti Vincenzo Pinello e Giuseppe Paternostro e volti a potenziare ulteriormente la conoscenza della lingua e della cultura italiana degli studenti della Summer School 2015. All’interno del corso avanzato, infatti, i corsisti hanno potuto seguire altri due incontri formativi che hanno dato un’immagine della Sicilia fuori dai soliti stereotipi, dimostrando come nell’Isola si sia combattuto e si continua a lottare contro la criminalità.

Il 19 agosto è stata organizzata una giornata dedicata all’approfondimento del fenomeno mafioso e della lotta a Cosa Nostra. Ha aperto la discussione Salvo Palazzolo con un intervento dal titolo “Il linguaggio del giornalismo e la mafia”. Subito dopo ha preso la parola l’avvocato Vincenzo Gervasi con una relazione su “Le verità nascoste ed i depistaggi: le esperienze dell’avvocato delle famiglie di Peppino Impastato di Mario Francese e nel maxi processo”. In questo modo l’avvocato ha portato in aula l’esperienza maturata in anni di lavoro come avvocato di parte civile nei più importanti processi di vittime della mafiae nei processi contro i boss Salvatore Riina e Leoluca Bagarella.

Il 21 agosto il secondo incontro si è concentrato sulla storia dei partigiani italiani e soprattutto siciliani, troppo spesso dimenticati tra le pagine dei libri di scuola. A portare in aula volti e nomi di giovani che hanno speso la propria vita per la lotta della Resistenza Angelo Sicilia, direttore del Museo di Pupi Antimafia e autorore del libro “Testimonianze partigiane. I siciliani nella lotta di Liberazione”.

A breve sarà pubblicato uno speciale dedicato al Corso Avanzato e con maggiori dettagli sulle attività svolte in aula. Continua a seguirci.

Le foto:
Lotta alla mafia nel giornalismo e nei tribunali: seminario con Salvo Palazzolo e Vincenzo Gervasi (sfoglia)
Seminario sui partigiani siciliani con Angelo Sicilia (sfoglia)

Lezione nella redazione del giornale La Repubblica (sfoglia)

SEMINARI PER STUDENTI STRANIERI CON GIORNALISTI, AVVOCATI E SCRITTORI

Il 19 e il 21 agosto studenti cinesi, giapponesi, egiziani, indonesiani, svizzeri, inglesi, polacchi e francesi della Summer School 2015 incontreranno Salvo Palazzolo, giornalista de La Repubblica Palermo, Vincenzo Gervasi, avvocato di parte civile nei più importanti processi di vittime della mafia, e Angelo Sicilia, scrittore del volume che raccoglie più di 60 testimonianze di lotta nazifascista ad opera di siciliani.

La lingua italiana e la cultura: in particolare la lotta alla mafia e la resistenza partigiana. Sono i temi dei tre seminari per gli studenti della Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell’Università di Palermo che saranno tenuti da Vincenzo Gervasi, Salvo Palazzolo e Angelo Sicilia. I seminari si svolgeranno il 19 e il 21 agosto all’interno del Corso speciale avanzato della Summer School 2015 al quale sono iscritti studenti provenienti dalla Cina (in particolare dalla Sichuan International Studies University di Chongqing), dal Giappone, dall’Indonesia, dal Regno Unito, dalla Francia, dalla Polonia e dalla Svizzera. Salvo Palazzolotra le più prestigiose firme del quotidiano La Repubblica, è il primo il relatore del 19 agosto. Il cronista di giudiziaria parlerà de “Il linguaggio del giornalismo e la mafia”. Un linguaggio che parte sempre da un punto: la ricerca. Perché, come spiegherà lo stesso Palazzolo, negli anni sono tante le domande a cui lui e i suoi colleghi hanno tentato di dare risposta. A seguire la lezione di Vincenzo Gervasi dal titolo “Le verità nascoste ed i depistaggi: le esperienze dell’avvocato delle famiglie di Peppino Impastato di Mario Francese e nel maxi processo”. Palazzolo e Gervasi porteranno così in aula le loro esperienze personali: da un lato la vita di un giornalista da sempre in prima linea nella denuncia dei sistema mafiosi, dall’altra il vissuto all’interno delle aule dei tribunali in veste di avvocato di parte civile nei più importanti processi di vittime della mafia, come per la famiglia del militante antifascista e antimafia Peppino Impastato, del generale Dalla Chiesa e nei processi contro i boss Salvatore Riina e Leoluca Bagarella.

“Le testimonianze di resistenza contro un sistema corrotto verranno portate in aula soprattutto con l’obiettivo di scardinare quei pregiudizi che troppo spesso accompagnano agli stranieri che raggiungono Palermo e altre zone della Sicilia – spiega il direttore della Scuola, prof.ssa Mari D’Agostino – Con i seminari dedicati alla lotta alla mafia, da sempre promossi dalla Scuola , si punta a mostrare che la Sicilia è soprattutto la terra dell’antimafia. Ovviamente, il tutto in un contesto di formazione e apprendimento linguistico”.

Sempre di resistenza si parlerà il 21 agosto con il seminario di Angelo Sicilia, direttore del Museo di Pupi Antimafia che parlerà del suo libro dedicato ai partigiani dell’isola e di cui, purtroppo, si conosce troppo poco la storia. Con “I siciliani nella guerra di liberazione” si darà spazio alle più di sessanta storie vere di uomini che hanno partecipato alla lotta contro il nazifascismo. Vicende raccolte in più di dieci anni di lavoro in diverse zone della Sicilia e pubblicate in “Testimonianze partigiane. I siciliani nella lotta di Liberazione” (Navarra editore).

Gli incontri si terranno dalle 9 alle 13 nelle aule della Scuola (ex convento di Sant’Antonino) e sono curati dai docenti della Scuola Giuseppe Paternostro e Vincenzo Pinello.

Nella foto: alcuni studenti stranieri della Summer School 2015 in aula

Insegnare italiano ai figli dei migranti e ai minori sbarcati in Italia senza genitori. Il tirocinio degli iscritti al Master di II livello

Per tutto il mese di luglio gli iscritti al Master dell’Università di Palermo hanno insegnato lingua italiana ai bambini “nuovi arrivati”, figli di migranti che si sono stanziati in città. Fino alla fine di agosto, inoltre, potranno vivere la stessa esperienza di tirocinio con classi formate da “minori stranieri non accompagnati”, giovani sbarcati senza famiglia sulle coste italiane. Le lezioni si rivolgono ai minori della Scuola di Lingua italiana per Stranieri e ai figli delle donne che sono state inserite, durante lo scorso inverno, nei corsi gratuiti della Scuola ItaStra dell’Ateneo.

Suliemana frequenta la scuola primaria e non crede che esista l’arcobaleno. Figlio di immigrati ormai stanziati a Palermo, chiede alla sua “maestra” se quella striscia multicolore che attraversa il cielo è reale. “Si”, risponde la sua insegnante, una delle corsiste del Master di II livello in “Teoria, progettazione e didattica dell’italiano come lingua seconda e straniera”. Come lei, tutti gli iscritti al Master hanno avuto la possibilità di vivere esperienze diverse e significative di tirocinio. Per tutto il mese di luglio hanno seguito i bambini “neo arrivati” di Palermo grazie al rapporto di collaborazione che da anni lega i docenti del Master alla Scuola di Lingua italiana per Stranieri ItaStra dell’Ateno.
A Suliemana la docente mostra la foto di un arcobaleno e poi prende una scatola di pennarelli. “Questi sono tutti i colori del mondo” dice, sistemandoli sulla cattedra e invitando i piccoli ad avvicinarsi. “Scegliete quello che più vi piace e disegnate e scrivete sulle stelle di carta i vostri desideri”. La piccola Nabila, che frequenta la scuola secondaria di primo grado, scrive che le piacerebbe essere una sirena. Larish, cinque anni, crea la sagoma di un pesciolino che vorrebbe tenere in casa. Accanto a lui c’è Shira che desidera un anello pieno di diamanti. Rakesh, loro compagnetto, si accontenta di sognare un cappello nuovo da usare durante l’estate. “L’attività punta a potenziare la capacità di narrazione dei piccoli” spiega la docente.

Questo tirocinio, realizzato nell’ottica della collaborazione tra Scuola e Master, consente di continuare il percorso di integrazione linguistica che da anni ItaStra porta avanti. Gratuitamente, dopo aver accolto nelle sue aule donne, adulti e minori stranieri non accompagnati, adesso ha scelto di posare l’attenzione sui figli di migranti della città, futuri cittadini di Palermo. Così è stato creato un corso di lingua italiana per 11 bambini tra i 5 e i 10 anni, figli delle donne migranti che hanno partecipato a “I Saperi per l’Inclusione” finanziato dal Fondo europeo per l’integrazione dei cittadini terzi. Il progetto ha coinvolto più di 100 mamme in corsi di italiano, di taglio e cucito, di formazione civica e sanitaria. Adesso, a corso concluso, il percorso di inclusione linguistica continua con appositi programmi pensati per i loro figli e affidati a docenti che si stanno formando per questo specifico profilo professionale.

“Durante gli incontri, bisettimanali e di due ore e mezza ciascuno, i piccoli vengono impegnati in attività ludiche che incrementeranno la loro conoscenza delle lingua e la loro capacità di comunicare” spiega la prof.ssa Adriana Arcuri, coordinatrice del Master.

cAltri studenti del Master, invece, saranno impegnati per tutta l’estate in un’altra attività simile ed indirizzata ai “minori stranieri non accompagnati”.

“Il lavoro dei docenti in formazione del Master rientra nel loro progetto di tirocinio, che punta a sviluppare diversi profili professionali: esperti nell’insegnamento della lingua di scolarizzazione per i bambini, nell’insegnamento della lingua straniera e nella lingua seconda per utenti fragili – continua la prof.ssa Arcuri – La finalità di questo particolare progetto realizzato in sinergia con la Scuola è altamente formativa e permette ai tirocinanti, sotto supervisione, di avere la responsabilità di interi percorsi che pensiamo di ripetere a settembre, accordandoci con scuole secondarie di primo grado della città”.

Altri minori non accompagnati, inoltre, sono stati inseriti nelle classi della Summer School 2015, corso intensivo di lingua e cultura italiana che richiama ogni anno in città studenti, dottorandi e professionisti provenienti da tutto il mondo. Durante la Summer, i corsisti del Master svolgono un tirocinio osservativo. Così, accanto a studenti asiatici o americani, siedono anche giovani che hanno attraversato il deserto ed il Mediterraneo senza parenti, affrontando da soli i drammi di un viaggio così difficile e rischioso. Ma ce l’hanno fatta. A loro, sopravvissuti alle innumerevoli stragi dei barconi, continua a rivolgersi la Scuola che ha anche pubblicato di recente un volume a loro dedicato, “Dai barconi all’università” ( per informazioni www.minorinonaccompagnatialluniversita.wordpress.com).

Per continuare a seguire le attività del Master www.masteritalianostranieri.com

Per continuare a seguire le azioni di integrazione linguistica della Scuola www.itastra.unipa.it

Guarda le foto.

“PER CONTINUARE” LA FESTA DELLE DONNE MIGRANTI DEL PROGETTO FEI “I SAPERI PER L’INCLUSIONE” E LA CONSEGNA DEGLI ATTESTATI

Dopo aver seguito, a partire dal mese di ottobre del 2014, corsi di lingua, di taglio e cucito, di educazione civica e di lettura ad alta voce finanziati dal Fei (Fondo Europeo per l’Integrazione dei Cittadini di Paesi Terzi), le più di 200 donne migranti di Palermo protagoniste di numerose attività si preparano a concludere il progetto “I Saperi per l’Inclusione” con una grande festa. L’appuntamento è fissato per il 25 giungo a partire dalle ore 18 nel cortile del complesso di Sant’Antonino, sede della Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell’Ateneo di Palermo capofila del progetto. L’evento, nel quale si condivideranno cibo, musica e danze, sarà aperto a tutta la città. Insieme si presenteranno i risultati del percorso avviato sette mesi fa e si illustreranno le numerose nuove iniziative così come suggerisce il nome della festa, “Per Continuare”. Nel cortile della Scuola si incontreranno le donne del progetto, i docenti, gli operatori delle varie associazioni partner e i figli delle corsiste che saranno intrattenuti con attività ricreative. Le donne riceveranno gli attestati di partecipazione ai corsi e verrà presentato e distribuito l’opuscolo multilingue “Informazioni pratiche per le nuove cittadine di Palermo”. Seguiranno canti, danze tipiche dei loro paesi d’origine e la vendita solidale dei prodotti artigianali della Sartoria Etnica “I Saperi per l’Inclusione”, piccola attività nata a conclusione dei corsi di taglio e cucito. La giornata di chiuderà con una cena multietnica preparata dalle protagoniste dei corsi.

DONNE MIGRANTI IN AULA TRE

Le prossime attività, “Per continuare” l’inclusione delle donne migranti e dei loro figli

A progetto concluso, il nuovo obiettivo della Scuola di Lingua italiana per Stranieri è continuare ad offrire strumenti di inclusione alle tantissime donne migranti di Palermo che hanno frequentato le sue aule in questi ultimi mesi.
Le lezioni continueranno per le corsiste che non hanno ancora raggiunto una piena alfabetizzazione
. Questo sarà possibile grazie ad un’attività autofinanziata esclusivamente dalla Scuola di Italiano. Accanto a loro siederanno, come già avviene da più di tre anni, i “minori stranieri non accompagnati”, adolescenti arrivati in Italia senza famiglia. Altre donne nei mesi di luglio, agosto e settembre seguiranno i corsi avanzati di lingua e cultura italiana della Summer School 2015 che, come ogni anno, accoglierà centinaia di giovani ed adulti provenienti da tutto il mondo.
Non si fermerà neppure l’attività di “Sportello orientativo” curato dall’Asp 6 di Palermo. Avviato già nei mesi scorsi all’interno del progetto “I Saperi per l’Inclusione” e accolto negli spazi del complesso di Sant’Antonino, lo Sportello ha permesso a un gran numero di donne di essere orientate ai servizi trovando personale competente e preparato, capace di indicare strutture e soluzioni per molteplici problemi sanitari.
Per i bambini “neo arrivati” che frequentano le scuole primarie della città saranno attivati dei corsi di italiano organizzati all’interno delle attività di tirocinio del Master di II livello in “Teoria, progettazione e didattica dell’italiano come lingua seconda e straniera”.
E mentre donne e bambini saranno impegnati con i corsi di lingua e cultura italiana, le cinque donne che hanno dato vita alla Sartoria Etnica continueranno a realizzare porta tablet, borse, tracolle e astucci nel loro laboratorio (per maggiori informazioni clicca qui).

DONNE MIGRANTI IN AULA DUE

“C’è chi da ai migranti il valore di un euro, così come è emerso dalle intercettazioni sulle tangenti legate ai centri di accoglienza,
mentre in tante parti d’Italia istituzioni, associazioni e singoli cittadini mettono in campo strutture, energie e competenze per accogliere ed includere. Anche a Palermo e in Sicilia le due Italie sono davanti gli occhi di tutti. La Scuola di Italiano continuerà ad offrire gratuitamente le sue risorse anche a progetto Fei concluso, sperando di poterne avviare al più presto un altro e rivolto allo stesso tipo di utenza.”. Così la Scuola spiega la scelta di tenere aperte le sue aule anche nei mesi estivi a donne, bambini, giovani e adulti immigrati.

Filosofia per apprendenti stranieri di lingua italiana? Si può! Parola di ItaStra e dell’Università cinese Sisu

All’interno del corso di italiano dell’Università SISU di Chongqing, una due giorni dedicata al pensiero filosofico occidentale ed orientale. In cattedra gli studenti del terzo anno, alcuni dei quali già a Palermo in residenza di studio presso ItaStra. Attività di studio, di produzione orale e di scrittura guidate dal docente della Scuola Vincenzo Pinello in questo semestre in prestito all’ateneo cinese.

Dalla filosofia alla letteratura. Le grandi idee e le grandi crisi della società occidentale. Copernico e Galilei: cosa c’entra Pirandello?”. È il titolo della relazione seminariale che ha aperto la due giorni di filosofia occidentale ed orientale, appena conclusasi, all’Università SISU di Chongqing. La relazione è stata presentata dagli studenti del III anno di Lingua italiana dell’Università SISU, alcuni dei quali lo scorso semestre sono stati in residenza di studio presso la Scuola di Lingua italiana per Stranieri (ItaStra) dell’Università di Palermo, mentre altri raggiungeranno Palermo a luglio. Il lavoro è frutto di una serie di attività di studio, di produzione orale e di scrittura, realizzate nell’ambito del Corso di Letteratura italiana tenuto dal docente ItaStra Vincenzo Pinello, in questo semestre visiting professor presso l’Università cinese.

Per preparare il seminario, gli studenti del III anno, sotto la guida del docente della Scuola ItaStra, hanno indagato il forte impatto nella società occidentale della rivoluzione copernicana e della teoria della relatività ristretta di Einstein, mettendo a fuoco, in una prima fase, le conseguenze sul modo di pensare e sui comportamenti nella vita quotidiana di ogni uomo. La perdita della centralità della Terra nell’Universo infinito e la cosiddetta relatività del tempo, rappresentato e percepito in modo diverso da ogni uomo, hanno influenzato il pensiero e le opere di numerosi filosofi e scrittori. A quest’ultimo aspetto è stata dedicata la seconda fase del lavoro. Tra gli scrittori fortemente influenzati da queste tematiche anche Luigi Pirandello, il quale in un suo famoso saggio fa risalire il “malessere” della società occidentale a lui contemporanea alla rivoluzione copernicana. Nasce anche da tale nucleo di pensiero e dalla grande rivoluzione culturale introdotta da Einstein, la poetica incentrata sul “relativismo pirandelliano” che nega l’esistenza di verità assolute e sull’idea che ciascun uomo di un fatto ha una propria rappresentazione, diversa da quelle degli altri uomini. Gli studenti hanno ritrovato questi contenuti filosofici e culturali soprattutto nell’opera teatrale Così è, se vi pare e nel romanzo Uno, nessuno e centomila. La messa in scena dei brani è stata curata dalle docenti Milena Ciroli e Claudia Filippello.

Il nostro docente Pinello, che farà ritorno a Palermo a luglio, nella relazione introduttiva al seminario ha invitato gli studenti ad avvicinarsi alla filosofia, o a continuare a farlo, con leggerezza, ironia, semplicità. Ha illustrato alcuni libri che raccontano e spiegano i filosofi e il loro pensiero divertendosi e divertendo, dimostrando come concetti in apparenza tanto astratti e lontani da noi tutti, in realtà sono una parte importante della nostra vita quotidiana. L’invito alla lettura ha quindi riguardato testi come “Platone e l’ornitorinco. Le barzellette che spiegano la filosofia” di Kathcart e Klein; “La filosofia del dottor House” del collettivo Blitris; “I Simpson e la filosofia” di Irwin, Conrad e Skoble; i volumi di Luciano De Crescenzo. Il nostro docente ha concluso richiamando la lezione di vita di uno dei più grandi pensatori della storia dell’umanità, Bertrand Russel: libero e felice fino alla fine della sua lunga vita grazie alla filosofia.

La seconda giornata dedicata alla filosofia orientale è stata introdotta da Chen Ying, lo scorso semestre lettrice di Lingua cinese presso il Cla UniPa.

(guarda le foto)

Il cinema indipendente in Italia e in Cina: analogie e differenze nella ricerca di Carlo – He Ke

carloCiao a tutti! Mi chiamo 何珂(He Ke), ho 22 anni e vengo dalla Cina. Ho scelto Carlo come il mio nome italiano.

Due anni fa ho deciso di studiare italiano dopo l’esame d’ammissione all’università. Appena ho iniziato le lezioni mi sono innamorato di questa lingua melodiosa. Ora mi interessa molto anche il Paese, quindi sono venuto a Palermo per migliorare la mia conoscenza della lingua e della cultura.

Il mio project work Ho scelto “Il cinema Indipendente in Italia e Cina” come largomento del mio project work perché mi piacciono i film molto e sono sicuro che il film italiano abbia un ruolo determinante nella storia del cinema mondiale. La mia tutor Isabella Castronovo ed io abbiamo fatto un confronto del cinema indipendente nei due Paesi, analizzando le caratteristiche comuni e le differenze, le tematiche e la diffusione sul territorio nazionale, dalle origini fino alla contemporaneità. Abbiamo cercato il materiale da ricerche sul web e conoscenze condivise. Inoltre abbiamo fatto delle interviste a studenti italiani e cinesi, per comprendere quanti conoscono questo tipo di cinema, chi lo guarda, e cosa ne pensa. Il project work ha avuto come prodotto finale un Power Point. Ringrazio per l’aiuto di Isabella, sono riuscito a fare questo lavoro.

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La mia esperienza a Palermo
Alla fine, voglio dire, mi piace molto questa esperienza a Palermo: il mare, il sole, il paesaggio, i piatti (sopratutto l’arancina), la cultura, la storia e la gente ospitale ecc. Nella scuola Itastra, ho conosciuto tanti sia amici coetanei che amici grandi: gli insegnanti! Loro tutti mi hanno aiuto tanto. Grazie mille! Di Palermo, tutti mi mancheranno!

La Via della Seta, dalla Cina alla Sicilia – il project work di Yunvu Ge / Livia

0129_2Ciao, mi chiamo Yunyi Ge, ho 22 anni e vengo dalla Cina. Durante il mio periodo di studio a Palermo, ho scelto come nome Livia.
Ho deciso di studiare italiano perché è una lingua melodiosa, e mi interessa molto anche il Paese perché è il centro del famoso Rinascimento. Mi piace la bellissima Venezia, i buonissimi spaghetti e la fantastica pizza.

 

 

 

 

Il mio project work

S2Ho scelto “seta” come l’argomento del mio project work e ho realizzato una parte grazie all’aiuto della mia docente Gabriella D’Agostino. Ho voluto studiare l’argomento perché i due paesi Cina e Italia hanno molti punti comuni su questo argomento. Per esempio Italia fu importante paese nella produzione serica. E l’Europa e la Cina hanno comunicato molto attraverso la seta.

S5Con l’aiuto del mio tutor Valentina abbiamo trovato informazioni via internet e libri. La docente mi ha consigliato dei libri adatti. Incontravo docente e tutor quasi ogni settimana e abbiamo parlato e discusso molto sull’argomento.

Gli insegnanti della Scuola ItaStra mi hanno aiutato sia sul livello linguistico che del contenuto nell’articolo, comunicavamo via email oppure ci incontravamo a Scuola.

Wang Ting – Teresa, dalla Cina a Palermo con uno studio su Mazzini e Sun Yat-sen

Ciao tutti! Mi chiamo Wang Ting e, come nome italiano, ho scelto Teresa. Vengo da Chongqing, una città meridionale della Cina e sono venuta a Palermo per migliorare la mia conoscenza della lingua italiana.

Il mio project work

voltiHo scelto “Storia” come materia per il mio Project Work e ho fatto un confronto tra un politico italiano e un politico cinese: Giuseppe Mazzini e Sun Yat-sen.
Penso che tutti voi conosciate Giuseppe Mazzini, il fondatore della Giovine Italia, ma non sapete molto su Sun Yat-sen.
Sun Yat-sen era un politico molto importante per la storia contemporanea cinese, fu il fondatore della Repubblica Cinese che era stata fondata il 1911.
Quando ero in Cina, ho studiato la storia di Giuseppe Mazzini e ho trovato molte somiglianze tra Mazzini e Sun. Mi interessano molto, quindi ho deciso di fare un argomento su loro due. Ma è un argomento molto difficile, perché la storia italiana è diversa da quella cinese, l’Italia era stata divisa in diversi stati e regni ma la Cina no, la Cina è sempre più unita. L’assenza delle materiale è un problema grande, io e la mia tutor, Valentina abbiamo cercato i libri nella biblioteca dell’università e abbiamo usato anche alcuni articoli di Treccani. Ringrazio per l’aiuto di Valentina, sono riuscita a fare questo lavoro.

Con questi libri e articoli, ho trovato tante somiglianze tra Mazzini e Sun:

  • La somiglianza dei loro caratteri razionali;
  1. Mostrarono intelligenza sin da piccoli, ebbero il coraggio di seguire le proprie idee, non accentando di sottomettersi.
  2. Ricevettero un’istruzione superiore, curarono i poveri, rispettarono le donne, proposero l’abolizione della schiavitù.
  • mazziniLa somiglianza dei loro pensieri;
  1. Tutti e due si opposero la monarchia e vollero fondare uno stato repubblicano, unitario e indipendente con la rivoluzione;

2. Molti loro pensieri vengono dalla religione, tutti e due furono cristiani;

  • La somiglianza delle loro esperienze;
  1. Tutti e due passarono la maggior parte della loro vita da esuli. Furono spiati e stroncati spesso dai governi stranieri. Durante il loro esilio, utilizzarono i giornali per propagandare i loro pensieri rivoluzionari. Fondarono associazioni per riunire gli esuli nazionali e stranieri.
  2. Gli stati repubblicani furono fondati, ma durarono per un periodo molto breve.
  3. Le loro insurrezioni spesso fallirono. In realtà, sebbene Mazzini e Sun curassero molto le classi povere, queste non parteciparono alle lotte rivoluzionarie.  La somiglianza delle situazioni politiche dei due paesi;
  1. L’Italia era divisa in diversi stati e regni, la maggior parte erano sotto il controllo delle potenze straniere; la Cina era oppressa dall’Impero mancese e da altre potenze straniere.

Ma tra di loro, anche ci sono le cose diverse:

  1. Mazzini è completamente contro il comunismo, ma Sun è d’accordo con una parte del sistema comunista (il sistema della terra)
  2. Mazzini si oppone alle potenze straniere, ma Sun volle l’aiuto di esse.
  3. Mazzini nacque in una famiglia medica, ricca, ma Sun nacque in una famiglia contadina, povera.

La mia esperienza a Palermo
Mi piace la Sicilia, il suo mare e il cielo, ma non mi piace quel tempo strano. A Palermo, ho conosciuto la mia “sorella maggiore”, lei è molto graziosa e simpatica. Io e altre due mie amiche abbiamo ricevuto tanti aiuti e tante cure da lei. Speriamo che lei possa avere una vita felice e spensierata. Alla fine, ho due domande: perché i giovani italiani curano così Tibet? Perché mi domandano sempre il problema di Tibet?

Successo degli studenti cinesi con i project work

I nostri studenti cinesi dell’Università Sisu sono sempre più bravi. Oggi pomeriggio hanno infatti presentato degli interessantissimi project work su diversi argomenti: dal cinema indipendente alla storia del proprio paese confrontata con quella italiana, dal commercio della seta al linguaggio giovanile. Otto lavori in tutto realizzati con il supporto dei tutor, studenti di mediazione linguistica dell’Università di Palermo.

Inoltre è interessante notare come molti project work abbiano voluto mettere a confronto storia, tradizioni e aspetti della cultura italiana e cinese. Diversi sono stati i momenti di confronto tra studenti cinesi e docenti della Scuola che, alla fine di ogni proiezione, ponevano domande per comprendere meglio le divergenze e i parallelismi raccolti dalle ricerche di studio degli studenti.

Di seguito la lista dei lavori presentati

Ge Yunyi – La seta: dalla Cina … all’Europa
Wang Ting – Giuseppe Mazzini e Sun Yat-sen: la vita di due personaggi a confronto
He Ke – Il cinema indipendente in Italia e in Cina
Luo Yiduo – Il linguaggio giovanile. Inchiesta in due gruppi di giovani italiani e stranieri
Wang Yuhe – Il “matrimonio” in Italia e in Cina
Wu Jiajie – Il mercato cinese dagli anni ’70 ad oggi
Zhang Qianchuan – I gesti degli italiani
Zhang Ying – L’italiano ha un sesso! Alla scoperta del genere
Zhou Yufeng – La religione per gli italiani e per i cinesi. Un’inchiesta in due gruppi di informato
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